Xiaomi

Perché Xiaomi vale 13 volte più di Motorola

Xiaomi, il terzo più grande produttore di smartphone al mondo secondo alcune stime, non è una società pubblica quotata in borsa, quindi non si ha davvero l’idea di quanti soldi stia facendo o meno. Ma i giornalisti del Wall Street Journal sono stati in grado di dare uno sguardo ad alcuni documenti riservati dopo che il dirigente di Xiaomi e suo volto pubblico (per i media occidentali) Hugo Barra ha parlato alla conferenza di tecnologia del Journal. E sembra certo, la società è un colosso emergente.

Secondo il rapporto, Xiaomi ha registrato 27 miliardi di yuan (3,51 miliardi di euro) di entrate l’anno scorso, e ha finito per realizzare un profitto di 3,46 miliardi di yuan, o 452 milioni di euro. Sono tantissimi soldi, e considerando che Xiaomi dice di aver venduto 18 milioni di smartphone soprattutto in Cina nel 2013, porta ad una media di 195 euro per smartphone venduto. Xiaomi da allora ha aggiunto altri tipi di prodotti al suo arco, tra cui un bracciale per il fitness, tablet, smart TV e set-top box.

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La società ha previsto di vendere 60 milioni di smartphone nel 2014. All’inizio di quest’anno, i dirigenti della società hanno detto che non hanno intenzione di entrare in borsa per i prossimi cinque anni. Questi numeri arrivano una settimana dopo che Ryan Mac di Forbes ha riferito che Xiaomi sta cercando di raccogliere fondi per essere valutata 40 miliardi di dollari. Ciò significa che Xiaomi è alla ricerca di una moltiplicazione dei suoi redditi, una stima di 9 o 10 volte il suo fatturato del 2013. L’articolo di Forbes dice che 40 miliardi di dollari sarebbero circa quattro volte i ricavi del 2014.

Per confronto, Motorola Mobility ha registrato un fatturato di circa 9 miliardi di euro l’anno prima che Google l’acquistò per 10 miliardi di euro nel 2011, assieme a una serie di importanti brevetti. Google ha venduto Motorola all’inizio di quest’anno a Lenovo per 2 miliardi di euro. Ma questo è un confronto imperfetto, perché il business degli smartphone di Motorola era in perdita, e Google ha voluto in primo luogo i suoi brevetti.

Un altro buon modo per mettere i numeri Xiaomi in prospettiva è Beats Electronics, un’altra azienda di elettronica con prodotti in gran parte indifferenziati ma un marchio forte, che Apple ha acquistato per 2,5 miliardi di euro all’inizio di quest’anno. Alcuni investitori, tra cui Carlyle Group, hanno affermato che Beats stava facendo circa 1 miliardo di euro all’anno di entrate prima dell’acquisto da parte di Apple.

Se Xiaomi è redditizio, perché sta cercando di raccogliere più soldi? Probabilmente in modo che possa acquisire qualche azienda o fare più contenuti video. Il 4 novembre, la società ha inviato un messaggio sul suo account di Weibo dove ha spiegato che sta cercando di investire 1 miliardo di dollari nei video online.

La cosa che rende le ambizioni di Xiaomi un po’fuori misura è che la società in realtà non ha una propria tecnologia unica – a differenza della società a cui è spesso paragonata, ossia Apple, che notoriamente vuole controllare tutte le tecnologie che utilizza. Gli smartphone Xiaomi, come il suo fiore all’occhiello Mi4, sono come tutti gli altri smartphone Android, con display realizzati da aziende come LG e processori Qualcomm. Gli smartphone Xiaomi sono, in gran parte, realizzati con prodotti terzi. E questo porta inevitabilmente a margini di guadagno sottilissimi nel mercato attuale.

Xiaomi sviluppa il proprio firmware basato su Android, MIUI, che le permette di rifuggire dai servizi Google a favore dei propri temi a pagamento e dei propri giochi dal suo Mi Store, ma ci sono altre società che creano versioni di Android gratuite e app store così fatti. Che cosa potrebbe fare Xiaomi per farla valere la sua valutazione è che più di ogni altro produttore di smartphone (a parte Apple) si è dotata di una forte base di fan. Gli eventi Xiaomi sembrano i lanci di Apple. Sono aperti al pubblico, e Xiaomi riassume l’evento in diretta sul suo sito web, che ha un forum molto frequentato. Basta guardare queste foto. Xiaomi ha bassi costi di marketing, perché i suoi fanboy e fangirl gli fanno pubblicità gratuita.

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La vera innovazione di Xiaomi allora è il suo uso pesante delle vendite flash online, che permettono di ridurre al minimo il rischio di non esaurire le scorte di magazzino – vende quanti telefoni produce – che si combina con la convinzione che chi prende un prodotto Xiaomi in questo modo si sente come se lo avesse guadagnato, invece di averlo acquistato. E’il tipo di approccio che rende fa pensare a Xiaomi meno come ad un fornitore di hardware generico con buoni prezzi e più come ad una società che è anche un “amico“. Xiaomi sta portando con successo la sua strategia di vendite flash su altri mercati, come l’India.

Ma proprio come amministratore delegato di Xiaomi Lei Jun può “prendere in prestito” le tecniche di Steve Jobs e di Apple, anche altre società cinesi potranno rubarle a a Xiaomi.

Lenovo, il gigante dell’elettronica che ha appena acquistato Motorola, è recentemente uscita con il proprio smartphone in Cina che assomiglia molto a un iPhone e ha copiato il marketing Apple, come Xiaomi ha fatto nei suoi primi tempi. Lenovo sta anche lavorando sui propri canali di vendita diretta. Se il suo principale concorrente ha già fatto sue le tattiche della società, Xiaomi dovrà avere bisogno di mostrare qualcosa in più per valere 40 miliardi di dollari.

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