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PRISM, é più importante la sicurezza o la privacy?

PRISM

PRISMPRISM, ecco il nome del più grande sistema informativo al mondo, collegato ai server delle principali società tech americane é stato svelato al mondo dal Washigton Post. Per anni romanzieri e giornalisti hanno scritto di cospirazioni messe in atto dai governi per monitorare i propri cittadini. Finora sono sempre rimaste pagine scritte, fantasie eppure sembra che una base di realtà ci fosse. Difficile dire se sia stata la realtà ad ispirarsi alla finzione o viceversa, fatto sta che é stato George W. Bush a dare i natali al primo sistema di sorveglianza globale informatizzato. Però non é certo dispiaciuta neppure al democratico Obama questa tecnologia tanto é che si deve proprio all’attuale Presidente degli Stati Uniti la messa in atto del sistema informativo PRISM.

Sostenendo che il bene primario é la sicurezza dei cittadini, diritto questo che deve essere garantito e tutelato anche a discapito della privacu, il governo americano ha sviluppato un programma, denominato PRISM, che permette ai servizi segreti americani di accedere ai server delle principali società americane che operano in internet. In parole povere i servizi segreti americani sarebbero in grado di accedere a tutti i dati che in qualsiasi maniera transitano, siano essi caricati o solo di passaggio, nei principali social network così come nei principali servizi di posta, e via dicendo. Audio, email, fotografie, video, username, password… tutti questi sono i dati ai quali possono liberamente accedere.

Microsoft, Google, Yahoo, Facebook, Aol, PalTalk, Skype, Apple e Youtube sarebbero le aziende che permettono all’intelligence americana di scorrazzare liberamente tra i dati degli utenti conservati nei loro server. Praticamente la quasi totalità dei dati, visto che in un modo o nell’altro, di passaggio o in via diretta, prima o poi tutto passa per queste aziende.

Le società americane dal canto loro tentano di sminuire l’impatto della notizia, sostenendo di valutare con attenzione ogni richiesta che giunge loro e che in qualche modo intacchi la privacy degli utenti, e ovviamente non potrebbero sostenere diversamente senza rischiare di perdere milioni di utenti anche perché stando al Washington Post l’attenzione dell’intelligence americana é rivolta in modo particolare ai non-americani, ai dati che provengono dall’estero e che transitano per le aziende americane. Di fatto però nel periodo Obama vi sono state più intercettazioni di dati che non nel periodo di Bush e dunque il problema oltre che di Privacy diventa sostanzialmente un problema politico per il Presidente degli Stati Uniti che da tutore della democrazia si trova ora in difficoltà, anche se giustifica tali azioni per il diritto alla sicurezza.

 

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