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I problemi di Samsung in Cina arrivano in India

E si pensava che gli iPhone fossero popolari. Alle 02:00 ora locale del 14 ottobre, Xiaomi ha messo 100.000 smartphone Redmi 1S in vendita in India, con una vendita autorizzata sul sito di e-commerce locale Flipkart al prezzo di 5.999 rupie (poco più di 80 euro) ciascuno. Entro quattro secondi i telefoni sono stati venduti.

Tali vendite flash di Flipkart sono diventate eventi settimanali della cinese Xiaomi, entrata in India nel mese di luglio. “E’il mercato più importante per noi dopo la Cina”, dice Hugo Barra, l’ex allievo di Google adesso responsabile dell’espansione internazionale di Xiaomi. Gli indiani “sono senza dubbio gli utenti più esigenti che abbiamo incontrato.”

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I consumatori in India hanno acquistato 44 milioni di smartphone lo scorso anno, il 200% in più di quanto fatto l’anno prima. Xiaomi, nata da soli 4 anni e che adesso vende gli smartphone più popolari in Cina, ha fatto nel 2014 un ingresso stratosferico nel mercato della telefonia in India. Ma anche altre aziende hanno cercato di guadagnare quote di mercato, soprattutto nella stagione dello shopping per la festa indiana del Diwali il 23 ottobre: Huawei ha iniziato a vendere il suo smartphone Honor Holly su Flipkart per poco meno di 100 euro il 16 ottobre.

Motorola, che Lenovo ha accettato di acquistare da Google, ha conquistato il 5% del mercato nel secondo trimestre (la sua presenza era quasi nulla un anno fa), grazie alle vendite del suo Moto G, 130 euro su Flipkart. I modelli dei produttori di telefoni cinesi Gionee e Oppo partono da circa 65 euro.

Questi sono problemi enormi per il leader del mercato degli smartphone di vecchia data in India, ossia Samsung. L’azienda sudcoreana ha recentemente perso la sua posizione numero 1 in Cina a favore di Xiaomi. Samsung ha finito il 2013 con il 34% del mercato degli smartphone indiano, ben più avanti dei marchi locali Micromax e Karbonn, secondo l’azienda di ricerche di mercato IDC.

Sei mesi più tardi, la quota di Samsung è scesa al 29% a causa dell’impatto dei meno costosi marchi cinesi. I telefoni cinesi a basso costo venduti su Flipkart non sono top di gamma, ma hanno un ottimo rapporto qualità-prezzo: hanno il 3G, un processore solido, una fotocamera decente, memoria a malapena adeguata ma espandibile. (Il Redmi 1S inizia con 8 gigabyte di memoria, ma le schede SD a buon mercato portano il suo totale a 64 GB.).

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Il 7 ottobre, Samsung ha annunciato che le sue vendite globali trimestrali sono scese di circa il 20%. Questo è dovuto in gran parte ad altri produttori di telefoni che tagliano fuori l’azienda sudcoreana in Cina e India. E’l’indicazione che l’ascesa di Samsung è finita, dice Yoo Eui Hyung, un analista di Seoul presso la Dongbu Securities. “Non si può più aspettare una crescita significativa del settore smartphone”, dice.

Ma Samsung non è preoccupata per la diminuzione della quota di mercato. “Continuiamo a tenere la leadership del volume di vendite e del valore-capitale”, spiega Asim Warsi, vice presidente di Samsung in India nelle divisioni mobile e IT. “Samsung domina il mercato dei telefoni cellulari”.

Un’altra opzione potrebbe provenire da Google, che quest’anno ha esacerbato i problemi di Samsung in India. Google ha scelto l’India come primo mercato per gli smartphone economici Android One, lavorando inizialmente con marchi locali Micromax, Karbonn e Spice. (Tutti e tre i modelli si vendono per circa 80 euro).

Il prossimo smartphone Android One in India comprenderà modelli della cinese Lenovo e delle taiwanesi Acer e Asus, dice Cesare Sengupta, che dirige lo sviluppo di Android One a Google. “Abbiamo parlato di Android One con Samsung, ma devono ancora aderire al programma”, dice Sengupta. Se i vertici di Samsung sono interessato, “saranno i benvenuti a bordo“.

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