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Qwant: la startup europea che mira a diventare Google

Ogni leader di mercato deve affrontare sfidanti dirompenti. Google una volta era una startup ma adesso è il re delle ricerche online, con una serie di rivali alle calcagna. L’ultima sfida viene dalla Francia, dove il motore di ricerca Qwant spera di rovesciare la posizione di mercato dominante di Google.

Fondata nel 2011 e arrivata sul Web nel 2013, Qwant combina diversi tipi di ricerca in una singola pagina di risultati. Il sito integra i risultati dei social network direttamente nella ricerca, il che rende facile condividere i risultati su Facebook e Twitter. Inoltre, il servizio si vanta di eseguire ricerche anonime in cui l’identità dell’utente non è legata ai risultati. E’ questo il distruttore radicale che porterà Google in ginocchio – o solo un altro rivale marginale, che difficilmente farà fuori il gigante americano?

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Cosa c’è di nuovo e di diverso?

La ricerca anonima di Qwant va verso una tendenza globale. Altri motori di ricerca alternativi fanno affermazioni simili da anni, guidati da DuckDuckGo, incentrato sulla privacy.

Le pagine dei risultati ci riportano a tempo addietro, quando i meta motori di ricerca venivano usati per ottenere risultati utilizzabili dalla più semplice delle ricerche. Il design della pagina riporta anch’esso gli echi di una decina di anni fa o poco più. Il design user-friendly ha chiaramente puntato a fornire quante più informazioni possibili in una singola pagina.

Quindi Qwant è più un ritorno che una radicale innovazione, almeno in superficie. Il servizio non è in realtà un meta motore di ricerca, avendo costruito il proprio catalogo on-line sulla tecnologia concessa in licenza dalla compagnia francese Pertimm. Tuttavia, i risultati di questa banca dati centrale vengono espansi attingendo ai dati social raccolti da Facebook e Twitter, alle informazioni enciclopediche di Wikipedia, e ad altre fonti di dati specifici di nicchia.

I risultati di Wikipedia possono far alzare un sopracciglio, essendo presentati sotto la bandiera di Qwant “Qnowledge Graph“. L’informazione è chiaramente etichettata come proveniente da Wikipedia, ma solo nella parte inferiore. Nella parte superiore, il servizio si appoggia chiaramente agli sforzi di branding di Google con il suo database Knowledge Graph.

Per chiarire ulteriormente le cose, Google non preleva i suoi risultati Knowledge Graph da Wikipedia, ma dai propri sforzi di ricerca Web. Nel bene o nel male, Google fornisce un sistema completamente automatizzato in stile enciclopedico, mentre i risultati simili di Qwant sono modificati a mano dagli utenti di Wikipedia.

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Google dovrebbe essere spaventato?

Qwant porta un diverso formato di ricerca, oltre a una migliore privacy. Per chi non lo sapesse, Google raccoglie informazioni sui propri utenti e sulle loro abitudini di ricerca, quindi alimenta tali dati in flussi pubblicitari personalizzati e nel miglioramento dei servizi di ricerca. Qwant non fa nessuna di queste cose, nemmeno se si è loggati sul proprio account Qwant.

Vi è sicuramente un mercato per questo: le caratteristiche di Twitter e Facebook sembrano particolarmente eleganti e potrebbero rendere abituali le ricerche su Qwant da parte degli utenti dei social media. Ma non dovrebbe dar troppo pensiero a Google o ai suoi azionisti.

“C’è bisogno di una scelta”, ha detto Jean Manuel Rozan di Qwant in una recente intervista con il New York Times. “L’Europa è l’unico posto al mondo in cui la gente pensa che Google sia Internet”.

Abbastanza vero. Ma se i giganti tecnologici non sono riusciti a far cadere Google con prodotti come Yahoo! Search e Microsoft Bing, i quali entrambi in Europa hanno quote di mercato inferiori al 4%, mentre Google vola a quasi il 92%, è necessario chiedersi perché questo insolito ma imperfetto strumento di ricerca se la potrebbe cavare meglio.

Semplicemente non essere Google non è abbastanza. Qwant deve sostenere le sue pretese con servizi solidi, e il design attuale è troppo sfocato per colpire. Ci si rende conto che si tratta di un servizio giovane, che ancora sta trovando la sua strada, ma è probabile che cadrà prima ancora di diventare un business redditizio. A dire il vero, DuckDuckGo sembra una minaccia molto più grande rispetto a quella che Qwant potrà mai essere nella sua forma attuale.

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