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Rifugiato siriano denuncia Facebook per diffusione di notizie false

Un rifugiato siriano ha intentato una causa contro Facebook in Germania, dopo che il selfie che si è scattato con il Cancelliere Angela Merkel è stato utilizzato in una serie di notizie false che lo hanno unito al terrorismo internazionale.

Il rifugiato, Anas Modamani, ha denunciato il social network richiedendo che la famosa foto non venga più condivisa, chiedendo anche di eliminare tutte le notizie false utilizzate in precedenza. L’apertura del caso si è avuta presso un tribunale di Würzburg lunedi.

La foto divenne virale dopo che fu scattata ad agosto 2015, in parte perché molti la vedevano come simbolo della politica delle porte aperte della Merkel verso i richiedenti asilo. Ma è stata poi utilizzata su post di Facebook che erroneamente collegavano i rifugiati all’attacco terroristico dello scorso anno a Bruxelles, così come altri post che collegavano Modamani all’attacco di dicembre al mercatino di Natale a Berlino.

il rifugiato anas modamani, celebre per il suo selfie con angela merkel, ha denunciato facebook

Modamani ha chiesto al social network di rimuovere i post offensivi, e l’articolo che lo collegava agli attentati di Bruxelles è stato rimosso. Ma a quel punto era già stato condiviso molte volte, e altre notizie false hanno continuato a diffondersi.

I funzionari in Germania hanno criticato Facebook negli ultimi mesi per consentire espressioni di odio e diffusione di notizie false sulla sua piattaforma. Facebook, Google e Twitter concordarono nel 2015 di rivedere e rimuovere le espressioni di odio in Germania entro 24 ore, e Facebook ha recentemente lanciato il suo sistema di filtraggio di notizie false sia in Germania che in Francia in vista delle elezioni nazionali nei due paesi.

Ma i legislatori tedeschi considerato una legislazione più severa, compresa una proposta che multa Facebook per ogni articolo di notizie false che non riesce a rimuovere.

In tribunale lunedi, l’avvocato di Modamani Chan-jo Jun, ha sostenuto che il 19-enne continua ad essere vittima di diffamazione, e che Facebook avrebbe dovuto fare di più per impedire ad altri di condividere il selfie. Gli avvocati di Facebook hanno replicato sostenendo che la società non ha la capacità tecnica di bloccare i messaggi che abusano della foto.

Ci sono miliardi di messaggi ogni giorno“, ha detto l’avvocato di Facebook Martin Munz. “Vorreste che impiegassimo una sorta di macchina delle meraviglie per rilevare ogni uso improprio. Tale macchina non esiste”.

L’avvocato di Modamani ha contestato tale argomento, indicando le storie controversa di Facebook relative a nudità e pornografia. “Volkswagen non può semplicemente dire: ‘Beh, ci dispiace, costruiamo troppe macchine, non possiamo fare in modo che siano tutte sicure'”, ha detto l’avvocato. “Se si tratta di nudo o pornografia infantile, Facebook è subito in grado di rilevare e rimuovere tutte le immagini“.

La sentenza è prevista per il 3 marzo.(Fonte)

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