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Samsung non userà processori Qualcomm per il Galaxy S6

Samsung utilizzerà i propri microprocessori nella costruzione della prossima versione dello smartphone Galaxy S6, chiudendo riguardo all’uso di un processore Qualcomm che si è surriscaldato durante i test della società coreana, secondo fonti con conoscenza diretta della materia.

Samsung, il più grande produttore di smartphone al mondo, ha testato una nuova versione del chip Snapdragon di Qualcomm, nota come 810, e ha deciso di non usarlo, ha riportato la fonte, chiedendo di non essere identificato perché la questione non è stata discussa pubblicamente. Come conseguenza le azioni Qualcomm sono crollate dell’1.2% alla borsa di Francoforte.

La decisione è un duro colpo per Qualcomm, il più grande produttore al mondo di semiconduttori utilizzati nei telefoni, che ha fornito a Samsung i chip montati sui telefoni più venduti della società. L’azienda sudcoreana, che nel frattempo è il secondo più grande produttore di chip al mondo, sta cercando di diventare più autosufficiente e rafforzare la propria divisione processori investendo 15 miliardi di dollari una nuova fabbrica fuori Seoul.

Il nuovo Galaxy S6 sarà equipaggiato con i chip più avanzati di Samsung; un portavoce di Qualcomm ha rifiutato di commentare, così come Samsung. “Samsung potrebbe rilasciare il prossimo Galaxy S6 già nel mese di marzo, e non può prendere il rischio di utilizzare uno dei chip in questione per il suo modello più importante”, ha detto Song Myung Sup, analista di Seoul. Le azioni Samsung sono salite dell’1,7% alla borsa di Seoul.

Processore dominante

I processori applicativi sono i principali componenti a semiconduttori negli smartphone, ed eseguono tutto: dal sistema operativo ai giochi passando per la fotocamera. Qualcomm è anche il più grande fornitore di modem che convertono il segnale cellulare in voce e dati.

I processori Qualcomm Snapdragon, in combinazione con i suoi chip baseband cellulari, dominano il mercato per gli smartphone e hanno reso la società con sede a San Diego (California, Stati Uniti) uno dei maggiori beneficiari dell’esplosione nell’uso di internet da dispositivi mobili: nel suo ultimo anno fiscale, le vendite della sua divisione di chip sono state di 18,7 miliardi di dollari, con un incremento del 12% rispetto all’anno precedente. Samsung è il secondo più grande cliente di Qualcomm, che fornisce circa il 12% delle sue vendite.

Xiaomi e LG

Qualcomm ha detto nel mese di aprile che i suoi ultimi processori 808 e 810 inizieranno ad apparire nei telefoni all’inizio di quest’anno e saranno caratterizzati da calcoli più veloci ed avanzata, con funzioni di grafica radio. Xiaomi e LG sono tra i produttori che si preparano a rilasciare modelli di smartphone con il processore Qualcomm Snapdragon 810.

Xiaomi ha detto il 15 gennaio che il chip sarebbe stato utilizzato nel Mi Note Pro, il suo telefono più grande e costoso. Joy Han, un portavoce, ha rifiutato di commentare se la società è a conoscenza di eventuali problemi di surriscaldamento o se prevede di passare a un altro chip.

LG ha detto che il G Flex 2, in uscita alla fine di questo mese, utilizza anch’esso il processore Snapdragon 810. “Non ci sarà alcun problema con i telefoni G Flex2”, ha detto la società in un comunicato inviato tramite posta elettronica. “Stiamo prendendo tutte le misure per garantire che non vi sarà alcun problema di surriscaldamento.”

Samsung si deve reinventare

Samsung si basa sulla sua divisione processori (che ha già 40 anni di lavoro alle spalle) per la crescita degli utili, in quanto le vendite dei suoi smartphone Galaxy sono state eclissate da Apple e Xiaomi. La domanda vigorosa per i semiconduttori, anche da parte dei concorrenti nel settore della telefonia, e un calo della valuta coreana, il Won, hanno aiutato Samsung a conseguire un risultato operativo nel quarto trimestre che supera le stime degli analisti.

L’azienda sudcoreana sta sviluppando sensori più avanzati e chip reinventandosi come un fornitore di apparecchi connessi ad internet e dispositivi indossabili. Questo mercato può valere 7.100 miliardi di dollari entro il 2020, secondo una stima di IDC.

Il vicepresidente Lee Jae Yong sta supervisionando lo spostamento della strategia del business smartphone di Samsung, che vende il 25% dei telefoni a livello globale, mentre lotta per rimanere dominante contro i nuovi iPhone di Apple e i dispositivi Xiaomi a basso costo in Cina e in India.

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