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Samsung produrrà i chip A9 per il prossimo iPhone

Samsung produrrà il chip principale per il prossimo modello di iPhone di Apple, riguadagnando un cliente precedentemente perso a causa di Taiwan Semiconductor Manufacturing Co (TMSC). Samsung inizierà a produrre i chip A9 nel suo stabilimento di Giheung in Corea del Sud, ha detto una fonte chiedendo di non essere identificato perché il contratto non è ancora stato discusso pubblicamente. Gli ordini aggiuntivi andranno al partner di Samsung Globalfounders Inc.

Essere stata scelta da Apple aiuterà il secondo più grande produttore di chip del mondo a combattere la concorrenza di TSMC, che lo scorso anno ha concluso il monopolio di Samsung in materia di chip per iPhone e iPad. Entrambi i produttori hanno aumentato le spese di capitale per ottenere business da Apple e Qualcomm nel settore dei semiconduttori per più di 300 miliardi di dollari.

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L’ordine di Apple potrebbe portare a ulteriori attività, ha detto Song Myung Sup, un analista di Seoul. “Se Globalfoundries adottasse rapidamente la tecnologia più avanzata di Samsung aumentandone il rendimento, potrebbe anche avere ordini da Qualcomm“. Kelly Yeo, un portavoce di Samsung, ha rifiutato di commentare. Kevin Kimbal, un portavoce di Globalfoundries, ha detto che la sua azienda non commenta mai eventuali relazioni con i clienti. Anche Josh Rosenstock, portavoce di Apple, ha rifiutato di commentare, così come Elizabeth Sun, portavoce di TSMC.

Apple ha scelto TSMC per la produzione dei chip A8 per iPhone 6 e iPhone 6 Plus. Tali accordi sono nati dopo che il rapporto tra Apple e Samsung si è inacidito a causa di dispute legali risalenti al 2011.

Record di spesa

La decisione di Apple di tornare a Samsung per la fornitura di componenti essenziali può giustificare gli investimenti di Samsung fatti per cercare di conquistare il primato in questo campo. Apple ha speso 25,8 miliardi di dollari nei chip lo scorso anno, pari al 7,6% di tutti gli acquisti del settore.

Apple deve ancora annunciare le specifiche o svelare il progetto per il suo prossimo iPhone 7. In passato, Apple ha introdotto versioni intermedie contrassegnate da una S, ciò porta alla speculazione che il dispositivo successivo di quest’anno sarà l’iPhone 6s. Fornire chip per l’iPhone e per il Galaxy S6 aiuterà Samsung a trasformare il suo business dei semiconduttori da una perdita di quasi 900 milioni di euro ad un guadagno di quasi 900 milioni di euro, ha detto l’analista Song Myung Sup.

Samsung e TSMC hanno detto che avrebbero investito pesantemente quest’anno per inserire capacità avanzate di produzione nei loro impianti, mosse che gli analisti hanno detto essere basate sull’ipotesi che avrebbero ottenuto ordini da Apple. Taiwan Semiconductor Manufacturing Co. (TMSC), il più grande produttore a contratto nel mondo dei chip, ha preventivato una spesa record di 12 miliardi di dollari per impianti e attrezzature. Il presidente Morris Chang ha detto agli investitori nel mese di ottobre che TSMC avrebbe perso terreno contro Samsung nella tecnologia dei chip avanzati prima di tornare al sopravvento nel 2016.

Linea di combattimento

Se Samsung possa o meno tenere il contratto in esclusiva dipende da quanto velocemente TSMC porterà in produzione la sua linea più avanzata e il prezzo che entrambe le società sono disposte a offrire ad Apple. Il vantaggio di utilizzare un unico fornitore – ossia Samsung con Globalfoundries a seguire – viene dai risparmi sui costi nella progettazione del chip A9 e della tecnica di produzione, che non deve essere replicata altrove.

UBS stima che Samsung ha avuto 3,7 miliardi di dollari di spese per la sua attività di processori lo scorso anno e tale cifra può arrivare a 4,9 miliardi di dollari quest’anno. Samsung non rivela tali dati, ma i dirigenti hanno detto in una conference call tenuta il 29 gennaio che la società aumenterà questa spesa nel 2015.

Samsung ha collaborato con Globalfoundries scorso anno nel business dei processori, un’alleanza per combattere TSMC. Globalfoundries ha in licenza la più avanzata tecnologia di costruzione dei chip di Samsung, a 14-nanometri, offrendo ai clienti l’accesso agli stabilimenti in Texas, nello stato di New York e in Corea del Sud.

Un nanometro, pari a un miliardesimo di metro, misura la dimensione dei collegamenti all’interno di un chip. Un numero inferiore implica una tecnologia più avanzata, permettendo ai semiconduttori di essere più piccoli e potenti. (Fonte)

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