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Chi ha bisogno di un sex toy per Apple Watch?

Il 18 agosto l’azienda di sex toy Lovense ha annunciato che il loro ultimo prodotto, Lush, sarà il primo vibratore in assoluto ad essere controllato in remoto da Apple Watch. Lovense non è sola nel presumere che il sex toy del futuro è uno che imita – e si integra con – la tecnologia del presente. Quando Lush arriverà sul mercato, si unirà a vibratori programmabili, vibratori da sincronizzare con riproduttori musicali e una serie di altri prodotti che, come Lush, sono controllati principalmente da una app. Ma la tecnologia migliora realmente un sex toy o dà soltanto alla stampa qualcosa di sexy di cui parlare?

L’industria dei sex toy è sempre stata uno spazio relativamente poco tecnologico, con i produttori più interessati a plasmare accuratamente genitali rispetto che a creare prodotti in grado integrarsi con i dispositivi tecnologici. Ma negli ultimi dieci anni o giù di lì c’è stato un drastico cambiamento nella creazione di prodotti erotici. Una volta solo dominio di professionisti del porno, l’industria del sex toy si è ampliata per includere professionisti come ricercatori provenienti da prestigiose università, designer di prodotti con curriculum impressionante, e anche ex dipendenti Apple.

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Non c’è dubbio che design ergonomico e batterie ricaricabili siano benedizioni, ma a volte sembra che la maggiore attenzione per campane e fischietti – e Bluetooth – possa effettivamente distrarre questa nuova generazione di designer di sex toy da ciò che dovrebbe essere la loro missione principale. Nonostante il loro clamore mediatico, i giocattoli che privilegiano aspetti tecnici rispetto all’esperienza utente spesso vanno in fumo una volta usciti sul mercato. Anche se la mancanza di trasparenza tra i produttori di giocattoli sessuali e rivenditori (quasi esclusivamente piccole aziende private) rende i numeri difficili da trovare, Coyote Amrich, responsabile acquisti per l’azienda Good Vibrations, ha detto a The Verge che “I nostri vibratori più venduti non hanno tecnologia integrata“.

Anche quando i giocattoli high-tech trovano un punto d’appoggio, sembrano destinati a fare appello a un gruppo limitato di utenti. Ad esempio OhMiBod, lanciato nel 2006, il prodotto principale della società è stato a lungo un vibratore che sincronizza le sue vibrazioni con la vicina musica. Per molti consumatori OhMiBod è una novità, nel senso più letterale – qualcosa che potrebbe essere divertente una volta o due, ma improbabile da usare regolarmente. Ma per i festaioli più accaniti, OhMiBod offre un modo per fondere i piaceri della discoteca con quelli della camera da letto. “Hanno davvero trovato un mercato di nicchia, con DJ, gente diversa. Non il consumatore quotidiano, necessariamente, maa un fiorente comunità”, dice Amrich.

Con il suo prezzo alto e utilità limitata, l’Apple Watch è già un prodotto di nicchia – e il numero di persone interessate a utilizzarlo come telecomando di un vibratore sembra ancora più piccolo. Quindi, se prodotti come Lush è improbabile che possano fare appello ad un vasto pubblico, perché mai i tecnici d’elite del settore sembrano molto più interessati a creare prodotti simili piuttosto che concentrare i loro talenti e attenzioni per migliorare i prodotti esistenti?

Alcune aziende ci hanno provato: nel 2008, Je Joue ha rilasciato Sasi, un giocattolo che genera piacere attraverso la pressione, alla maniera, per esempio, del dito o della lingua del partner. A differenza di Lush, che riveste vibratori relativamente semplici con connettività e applicazioni Wi-Fi, SaSi ha cercato di riformulare la nozione stessa di un “vibratore,” lavorando con focus group e testando il prodotto per creare un giocattolo in grado di offrire una diversa esperienza. Anche se è stato ben recensito – e fortemente pubblicizzato – il SaSi non è mai realmente decollato, e non è più disponibile. E’ possibile che l’interfaccia complessa di Sasi l’abbia reso poco attraente, o che la convinzione di Je Joue per il piacere tramite la pressione sia stata del tutto fuori luogo. O forse il SaSi non è andato bene perché, anche con l’attività di ricerca del suo team di progettazione, non era possibile creare un prodotto la cui funzionalità offriva un miglioramento significativo rispetto ai prodotti di base.

“Il Magic Wand (bacchetta magica) è ancora il nostro prodotto di punta”, dice Amrich di Good Vibrations. Un massaggiatore ad alta potenza sul mercato dal 1968, celebrato da tutti compreso Sex and the City. La sua popolarità non deriva dall’high-tech: non si può far partire dal telefono, e la sua vibrazione è disponibile solo in due impostazioni (alta e altissima). Nei suoi decenni sul mercato, il prodotto è solo leggermente cambiato – anche la sua recente riprogettazione è servita soprattutto a rendere il prodotto cordless.

Ma anche con il suo aspetto goffo e tecnologia antiquata, l’incredibile potenza del Magic Wand lo rende perfetto per realizzare la sua missione. La sua reputazione e l’alto livello di riconoscimento del nome lo rendono un avversario temibile per chi cerca di spodestarlo. Forse è per questo che tanti imprenditori sono più interessati nell’attrarre le esigenze dei clienti il cui vero feticcio è la tecnologia in sé: è molto più facile accontentare un pubblico attratto da svolazzi di fantasia piuttosto che competere con – e deporre – una tecnologia semplice che ha successo da decenni. (Fonte)

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