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Perché il sistema operativo Tizen di Samsung non è decollato?

C’è davvero spazio per un terzo sistema operativo mobile dopo iOS di Apple e Android di Google? Per anni Samsung ha pensato così, ma deve ancora compiere il passo. Samsung ha fatto un sacco di soldi vendendo smartphone basati su Android, perché dunque riprova (e ancora, e di nuovo) a costruire un sistema operativo concorrente?

Android, che è open source, è gratuito per Samsung da installare sui suoi telefoni Galaxy, Note e altri dispositivi. Permette a Samsung di esternalizzare a Google le preoccupazioni di pianificazione di caratteristiche future, la sicurezza, e il mantenimento di un app store con oltre 1,5 milioni di applicazioni. Più di tutto, in realtà, fa guadagnare a Samsung una parte degli introiti pubblicitari mobile di Google. Allora perché Samsung dovrebbe preoccuparsi a mettere in piedi il proprio sistema operativo? Perché può.

Samsung ha provato molte volte a lanciare un telefono che esegue Tizen, un sistema operativo open-source co-sviluppato con Intel. Ha fatto molte promesse lungo la strada, come utilizzare il sistema operativo per i suoi dispositivi di punta di fascia alta. Questa settimana, ha rivelato che starebbe invece cercando di conquistare la fascia di mercato dei dispositivi di fascia bassa in mercati emergenti come l’India, un riconoscimento che, nonostante i suoi sforzi, a Tizen manca qualcosa.

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La comunità tecnologica ha da tempo messo in dubbio i meriti del progetto Tizen. Da un lato, il mercato dei dispositivi mobili è in gran parte dominato da iOS e Android, con Windows Phone di Microsoft e BlackBerry OS molto indietro. Una terza forte azienda aumenterebbe la concorrenza e stimolerebbe ulteriormente l’innovazione, e Samsung, produttore di grande successo di dispositivi in tutto il mondo, è ben messa per esserla.

“Se qualcuno potesse riuscire a costruire il terzo ecosistema, sarebbe certamente Samsung”, ha dichiarato Jeff Orr di ABI Research. “Costruiscono CPU, modem, monitor, software… così facendo avrebbero una strategia per allontanarsi da Google, piuttosto che rinchiudersi in qualcosa al di fuori del proprio controllo”.

D’altra parte, i sistemi operativi precedenti (come lo sfortunato Palm OS) non sono riusciti a interrompere un duopolio apparente. Meno del 5% degli smartphone in tutto il mondo usano sistemi operativi che non sono Android o iOS secondo le stime IDC. Il gigante dell’elettronica coreano pensa davvero che ci sia spazio per un altro concorrente?

Si consideri la situazione di Windows Phone. Microsoft, e non l’azienda dietro casa, ha solo il 3% del mercato statunitense e ancor meno a livello globale. O forse si può considerare il resto dei sistemi operativi mobile: Palm, HP (dopo l’acquisto di Palm), Nokia, BlackBerry, e una manciata di altri.

Quindi passare ad Android sembra ragionevole. Eppure il sistema operativo di Google è gratuito ma è tutt’altro che privo di vincoli. Per le applicazioni Google e il suo Play Store pre-installati su un telefono, aziende come Samsung devono firmare “accordi di distribuzione di applicazioni mobile” che dettano i requisiti che Google ha per ogni telefono Android e tablet venduto dai suoi partner:

  • Google sarà l’unico motore di ricerca utilizzato sul dispositivo di default, a meno che il proprietario non scarichi delle alternative.
  • La barra di ricerca di Google starà in cima alla schermata iniziale del telefono o del tablet.
  • Deve esistere una cartella denominata “Google” che conterrà gran parte delle applicazioni Google e alcune applicazioni come Gmail devono essere posizionate in primo piano.

Tali accordi, secondo un rapporto di settembre di The Information, hanno lo scopo di far rispettare la “consistenza nell’esperienza software per i produttori di dispositivi”. Anche prima degli accordi più recenti, ci sono stati frequenti scontri sulle modifiche, in particolare tra Google e Samsung secondo The Information.

Altre aziende hanno preso il codice open-source di Android modificandolo, evitando le richieste di Google. Tra queste ci sono Amazon (per i suoi tablet Kindle Fire e il Fire Phone) e il produttore di smartphone cinese Xiaomi. Entrambe le aziende offrono versioni di Android molto diverse dalla versione di base di Google, ma sono abbastanza vicine così che gli sviluppatori siano facilmente in grado di convertire le loro applicazioni per l’uso nell’Amazon Appstore o nel MiMarket di Xiaomi. In Cina, Xiaomi recentemente ha superato Samsung guadagnando il 16% del mercato degli smartphone del paese. Negli Stati Uniti, il Fire Phone di Amazon è stato un flop.

Finora, Samsung è riuscita a differenziare i propri telefoni Galaxy, tablet Note e gli altri prodotti dai suoi concorrenti che si basano su Android. Daniel Gleeson, analista senior di IHS Technology, ritiene che le vendite abbinate di prodotti Google non stiano in realtà danneggiando Samsung. “Google è semplicemente migliore di Samsung nel costruire queste applicazioni, e, naturalmente, sono applicazioni ampiamente note e amate dai consumatori. La forza di Samsung sta nella sua ingegneria hardware, non nel suo software“, ha detto Gleeson.

Allo stesso tempo, Samsung sta spingendo Tizen nell’uso in altri tipi di dispositivi elettronici come macchine fotografiche, orologi, e frigoriferi. Anche il mercato corporate è un’opzione, dice Orr di ABI Research. Samsung ha già fatto passi avanti nella sicurezza aziendale con i suoi programmi Knox e SAFE; dunque concettualmente potrebbe farsi strada nel mondo del lavoro, dove il supporto per le applicazioni di largo consumo non è una preoccupazione e la personalizzazione del sistema operativo è molto apprezzata.

“Per far sì che Samsung ne rilanci lo sviluppo deve portare Tizen su nuovi dispositivi, e spero proprio che lo faccia”, ha detto Gleeson di IHS Technology. “Samsung dovrà fornire alcuni casi d’uso interessanti dove dovrà mostrare che Tizen può fare meglio di Android”.

Il tempo stringe. Samsung ha annunciato il suo utile operativo del terzo trimestre più basso degli ultimi tre anni, a causa di cali di vendite dei suoi telefoni Galaxy di fascia alta, alte spese di marketing e tagli di prezzo per combattere la sua crisi. Inoltre, i risultati sono arrivati prima che Apple lanciasse il suo iPhone 6 e 6 Plus, che portano sul mercato schermi più grandi che una volta erano esclusiva competenza di Samsung.

Un Tizen in erba potrebbe essere un successo se proliferasse su dispositivi in cui Apple e Google non sono così radicati. La sfida di Samsung è scoprire queste aree che sembrano rapidamente scomparire.

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