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Tagli Microsoft: licenziati centinaia di dipendenti

Microsoft ha licenziato centinaia di dipendenti alla fine della scorsa settimana, in quella che dovrebbe essere l’ultima ondata dei 18.000 previsti tagli ai posti di lavoro che i dirigenti dell’azienda annunciarono lo scorso anno.

Il Seattle Times ha riportato l’ultimo round di licenziamenti il 4 aprile. Un portavoce di Microsoft ha confermato che i tagli sono stati notificati lo scorso giovedi 2 aprile: la maggior parte di coloro che sono stati licenziati facevano parte del gruppo IT di Microsoft.

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Il Seattle Times ha citato una e-mail dal Chief Information Officer di Microsoft Jim DuBois, il quale ha affermato che i tagli al settore IT sono stati decisi per “rimuovere i ruoli sovrapposti, ottimizzare le attività e le funzioni, allineare le discipline con il resto dell’azienda, e, forse cosa più importante, rimodellare il settore IT per le competenze in cui abbiamo bisogno di trasformarci”.

I dirigenti di Microsoft hanno annunciato lo scorso luglio che la società avrebbe tagliato 18.000 posti di lavoro, il più grande licenziamento della storia dell’azienda. Questi tagli sono stati sparsi su più turni – luglio, settembre e ottobre.

“Ci aspettiamo che questo sia l’ultimo dei grandi tagli previsti nell’ambito del piano di ristrutturazione annunciato lo scorso luglio”, ha detto un portavoce di Microsoft il 5 aprile via e-mail.

I turni di licenziamento precedenti si sono concentrati su coloro che si sono aggiunti a Microsoft come parte dell’acquisizione della divisione telefoni e servizi di Nokia. Altri team sono stati sotto la scure del licenziamento inclusi i gruppi dei sistemi operativi, Microsoft Research, Xbox, MSN e altre posizioni di ingegneria e di marketing.

I dirigenti di Microsoft hanno affermato che 12.500 dei 18.000 dipendenti che sono stati tagliati erano coloro che sono entrati a lavorare in azienda dopo l’acquisizione di Nokia, effettuata affinchè la compagnia americana riuscisse ad entrare in un mercato in forte ascesa, quello degli smartphone.

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