Software

Ubuntu conquista il supporto al TRIM per gli SSD

Una delle distribuzioni Linux più famose e diffuse, ovvero Ubuntu, guadagna finalmente il supporto al TRIM per gli SSD. Questa caratteristica è presente da diversi anni su Windows (dal 2009), OS X (dal 2011) e Android (da luglio 2013). L’introduzione del TRIM permette di estendere la vita dei drive allo stato solido, inoltre consente al sistema operativo di gestire i blocchi di dati che non sono più necessari e possono essere cancellati o sovrascritti.

In questo modo il disco deve effettuare meno scritture  e quindi la velocità e la reattività dell’SSD viene mantenuta costante per tutto il suo ciclo vitale, eliminando di fatto i rallentamenti e i cali di prestazioni che si manifestavano con i primi modelli, una volta che tutte le celle erano state scritte.

dischi-SSD

Canonical è stata praticamente la prima ad introdurre, nella sua distribuzione, il supporto al TRIM, quindi su Ubuntu il ciclo vitale degli SSD è sicuramente maggiore rispetto ad un’altro OS basato su Linux. Anche Ubuntu Touch nelle prossime versioni dovrebbe integrare questa nuova funzione.

Un supporto sperimentale al TRIM in realtà era stato introdotto nel 2008 da Canonical su Ubuntu, ma la funzionalità è disattivata per impostazione predefinita a causa di problemi di prestazioni presentatisi.

Con la prossima versione di Ubuntu, la 14.04, il supporto al TRIM sarà attivato di default, permettendo finalmente ai suoi utenti di sfruttare a pieno gli SSD e tutti i vantaggi che il loro utilizzo comporta.

Fonte

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Le guide più interessanti