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Chicago, ucciso durante un live stream su Facebook

Un uomo di Chicago è stato ucciso con un’arma da fuoco mentre era in diretta streaming su Facebook, pochi giorni dopo un doppio omicidio in Francia, dopo il quale il killer ha usato Facebook Live per incoraggiare altra violenza.

Antonio Perkins, 28 anni, è stato trovato a faccia in giù mercoledì 15 giugno in un terreno abbandonato con ferite da arma da fuoco alla testa e sul collo a ovest della città di Chicago. Perkins è stato portato in un ospedale dove è stato dichiarato morto. La polizia ha identificato venerdì l’uomo nel video come Perkins, che hanno detto che era un membro della banda documentata. Non è stato effettuato nessun arresto.

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In Francia, un uomo di 25 anni ha ucciso un comandante della polizia francese e un suo collega lo scorso martedì, poi ha usato Facebook Live con un video di 12 minuti per incoraggiare i seguaci ad uccidere il personale penitenziario, funzionari della polizia, giornalisti e legislatori.

Gli incidenti sottolineano le immense sfide che aziende come Facebook, Twitter e YouTube devono affrontare quando permettono lo streaming di contenuti video in diretta a centinaia di milioni di persone.

Facebook negli ultimi mesi ha messo a disposizione la sua funzione di Live Streaming, che permette a chiunque di trasmettere un video in tempo reale, una componente centrale della sua strategia. Essa permette infatti alle persone di effettuare lo streaming dal proprio smartphone.

Chicago, la terza città più grande degli Stati Uniti, ha attirato l’attenzione a causa della sua violenza, che secondo la polizia dipende gran parte dalle bande e dalla proliferazione di armi rubate. Ci sono stati quasi 500 omicidi l’anno scorso, e la violenza armata è in crescita nel 2016, secondo la polizia.

La diretta streaming su Facebook sembra mostrare Perkins registrarsi assieme ad gruppo di persone davanti a una fila di case prima che qualcuno apra il fuoco. Il telefono sembra cadere nell’erba sanguinante prima di oscurarsi. L’audio invece continua, si sentono distintamente passanti urlare e piangere.

Il video rimane su Facebook con un messaggio di avviso all’utente sulla sua natura. Una portavoce di Facebook ha riconosciuto la pubblicazione del video, dicendo che non viola la politica aziendale. Il social network rimuove un video se celebra o glorifica la violenza, ha detto. (Fonte)

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