Hardware

Un mini-pc da 35€ per realizzare i tuoi sogni di programmatore

Raspberry PiIn questo articolo vogliamo parlarvi di un oggetto particolare, dai contorni indefiniti, ma molto interessante. Parliamo sempre di computer, ma dalle dimensioni di una carta di credito. In una piattaforma così piccola (9 cm x 6 cm circa) ci sta tutto quello che serve per far girare un sistema operativo: è dotato delle porte utili per collegare qualsiasi cosa (usb, hdmi, ethernet, audio, ecc), la potenza disponibile è sufficiente per far girare persino dei film FullHD e si alimenta con un semplice alimentatore da cellulare (considerate i watt necessari per tener acceso un normale pc, un bel risparmio). Il costo di questo mini-pc è di soli 26 sterline (circa 35 euro).

Stiamo parlando di Raspberry Pi, che dopo l’annuncio di qualche giorno fa di averne venduti un milione di pezzi, sta già diventando un cult. È un mini-pc basato sul sistema ARM, e si è iniziato ad usarlo come media center, come server di rete, come centralina di controllo in campo industriale, come motore di apparecchiature comandate a distanza e altro. Sono uscite distribuzioni Linux dedicate, sono nate comunità e sono stati sviluppati telai amatoriali per contenerlo, anche su cartoncino.

Può essere connesso ad una TV e ad una tastiera, e può essere utilizzato per molte delle funzioni di un normale pc, come fogli di calcolo, scrittura e giochi. Inoltre è in grado di riprodurre video in alta definizione. Raspberry Pi model B viene venduto come singola scheda, senza telaio esterno e naturalmente senza memoria SD, alimentatore, tastiera, contenitore, cavi o altri accessori.

Il 2012 è stato un anno di vendite record per il Raspberry Pi e ci sono stati ritardi nelle consegne e problemi di produzione, e e è proprio per questo che molti si aspettavano nuovi modelli nel 2013. Invece no. Il padre del mini computer da 35 euro, Eben Upton, ha dichiarato che non ci saranno ulteriori novità nei prossimi mesi. Secondo Upton, c’è già tutto quello che serve e non sarebbe giusto svantaggiare tutti coloro che hanno già acquistato il Raspberry, immettendo sul mercato un prodotto più nuovo di quello che stanno usando.

Del resto i progetti vanno avanti e gli accessori che espandono le funzioni del prodotto continuano ad arrivare. Il modo di ragionare è diametralmente opposto a quello delle major dell’informatica, e del resto un motivo c’è. Questi produttori, in generale, lavorano per far profitti, mentre la Fondazione Rasperry non ha avviato il progetto per arricchirsi, ma per diffondere la conoscenza informatica. La dichiarazione di Upton, quindi, è coerente e rispettosa.

Le caratteristiche del Raspberry Pi model B sono le seguenti:

  • SoC: Broadcom BCM2835 (CPU, GPU, DSP, and SDRAM)
  • CPU: 700 MHz ARM1176JZF-S core (ARM11 family)
  • GPU: Broadcom VideoCore IV, OpenGL ES 2.0, 1080p30 h.264/MPEG-4 AVC high-profile decoder
  • Memory (SDRAM): 256 MB (shared with GPU)
  • USB 2.0 ports: 1 2 (via integrated USB hub)
  • Video outputs: Composite RCA (PAL & NTSC), HDMI (rev 1.3 & 1.4),[59] raw LCD Panels via DSI 14 HDMI resolutions from 640×350 to 1920×1200 plus various PAL and NTSC standards.
  • Audio outputs: 3.5 mm jack, HDMI
  • Onboard storage: SD / MMC / SDIO card slot
  • Onboard network: None 10/100 Ethernet (RJ45)
  • Low-level peripherals: 8 × GPIO, UART, I²C bus, SPI bus with two chip selects, +3.3 V, +5 V, ground
  • Power ratings: 500 mA (2.5 W)[5] 700 mA (3.5 W)
  • Power source: 5 volt via MicroUSB or GPIO header
  • Size: 85.60 × 53.98 mm (3.370 × 2.125 in)
  • Weight: 45 g (1.6 oz)
  • Planned operating systems: Debian GNU/Linux, Fedora, Arch Linux ARM, RISC OS

Il progetto è partito nel 2006, limitato inizialmente al settore dell’educational, ed è iniziato ad essere commercializzato da Febbraio 2012. È stato realizzato dalla Fondazione Raspberry Pi, che è un’istituzione benefica inglese, fondata per promuovere a livello mondiale lo sviluppo delle competenze informatiche nel settore. Raspberry Pi non è fornito di sistema operativo nativo, questo vuol dire che bisogna fare una scelta. Solo uno può soddisfare i requisiti di questo mini-pc: Linux!

La pagina ufficiale del progetto consiglia tre distribuzioni ottimizzate per l’hardware ARM della scheda: una versione di Debian, una versione di Arch Linux e una versione di QtonPi (per esperti). Ma ce n’è una che è quella che forse vi ha convinto ad acquistare un Raspberry PI, ovvero Raspbmc, la versione ARM del famoso software per media center. Si trovano istruzioni dettagliate per la preparazione della scheda SD; su Linux e Mac si tratta di fare una copia del file .img con il comando dd, mentre per Windows sono disponibili anche installer grafici.

Certo è un prodotto per smanettoni, ma chi vuole misurarsi con la programmazione, e vuole vedere come i propri sogni diventino realtà, non può farne a meno. Si può acquistare Raspberry Pi da questo sito, dove si possono trovare anche gli accessori. Riceverai una notifica sui tempi di consegna previsti al momento dell’ordine.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Le guide più interessanti