FacebookGossip e frivolezze

Il suo vero nome è Isis e Facebook la sospende

Facebook, con grande costernazione di una 27enne britannica, non ha ancora capito che chi si chiama Isis e crea un account non è necessariamente un jihadista sanguinario che cerca di promuovere lo Stato Islamico.

Sì, proprio così: la politica del vero nome di Facebook, o forse l’abuso della sua funzione di denuncia, ha colpito ancora. Questa volta, la donna chiamata così in onore della dea egizia Iside di cognome fa Thomas, ed è di Bristol. Come riporta The Mirror, la signora Thomas è stata sospesa dal suo account da lunedi, quando Facebook le ha chiesto di cambiare il suo nome.

The Mirror la cita: “Ho solo cercato di accedere e quando l’ho fatto, la password è sparita e mi è stato chiesto di cambiare il mio nome. Ero su Facebook come Isis Worcester, perché quando mi sono iscritta per la prima volta anni fa non ho usato il mio vero nome, che è Isis Thomas, a causa del mio lavoro in quel momento.

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Presumeva che a Facebook non piacesse il cognome fasullo, così lo ha cambiato in quello vero, ossia in Isis Thomas. Spiacente, niente da fare. Facebook ha detto che è che il nome ad essere spaventoso, non il cognome. Il che è strano, dato che ricercando su Facebook il nome Isis escono un sacco di account.

Hanno mandato un messaggio che afferma che il nome Isis non è permesso, non è conforme con i termini d’uso del social network. Le hanno chiesto di inviare un documento d’identità, cosa che la signora ha subito fatto. Ma sin da lunedi non riesce più ad accedere.

Non è sorprendente che Facebook si spaventi quando vede la parola Isis. Nel mese di novembre, Isis Anchalee fu l’ultima ad essere fatta fuori per via del suo nome. Questa ingegnere di San Francisco è stata solo una di una serie di persone di nome Isis che hanno sofferto per la dipendenza dei media dal termine ISIS – un acronimo per l’organizzazione terroristica dello Stato Islamico di Iraq e Siria.

Naturalmente, la politica del vero nome su Facebook ha fatto sì che questo sia successo a molte altre persone che non si chiamano soltanto Isis: nativi americani, drag queen, e la signora Jemmaroid Von Laalaa, solo per citarne alcuni .

Ci sono voluti tre tentativi per la Anchalee affinchè fosse riammessa, tra cui l’invio di una copia del suo passaporto. Poi il social network ha fatto la cosa giusta: il ricercatore Omid Farivar ha chiesto scusa pubblicamente, twittando che non sapeva perché fosse ​​successo, ma che ci stavano lavorando.

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OK. Facebook ci ha messo 8 mesi per lavorarci. Perchè? Farivar non ha risposto e Facebook ha osservato che la società non commenta i singoli account. Isis Thomas farà fatica a convincere Facebook che questo è davvero il suo nome, ma i mezzi di comunicazione potrebbero provare a dare una svolta al caso, evitando il termine ISIS, che segna a vita ragazze innocenti. (Fonte)

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