Realtà virtuale

Visori VR: come funziona la nuova realtà virtuale

lenti di Fresnei visori VR

Ne ha fatta di strada la realtà virtuale dai tempi de “Il Tagliaerbe”, uno dei primi film uscito negli anni ’90 incentrato su questa tecnologia che era ancora in uno stato embrionale. Quella realtà virtuale ad oggi sembra lontana anni luce, grazie ai nuovi dispositivi ed ai progressi fatti in questo campo. Sono stati realizzati giochi in realtà virtuale, proiettando il gamer in uno spazio tridimensionale assolutamente realistico. Allo stesso modo puoi vivere esperienze sensoriali ai limiti della realtà grazie ai visori VR, capaci di portarti sull’Everest, in mezzo al deserto o nell’oceano. Scopriamo meglio e a fondo cos’è la realtà virtuale e come funziona.

La realtà virtuale “aumentata” con i visori VR

Cos’è la realtà virtuale? É una realtà simulata proiettata nel tuo cervello, quindi pur restando fermo fisicamente, puoi potenzialmente esplorare i nuovi mondi progettati con questa tecnologia. visori VR 2018La realtà virtuale utilizza i più moderni dispositivi per rendere l’effetto quanto più realistico ed interattivo, come visori VR, caschi, guanti, tute, camere di proiezione e tanti altri wereable device. La realtà virtuale viene sviluppata e creata da appositi software, che potenzialmente potrebbero ricreare qualsiasi ambiente.

Un’ulteriore espansione della realtà virtuale è la realtà aumentata, che arricchisce la percezione sensoriale umana, permettendo di cogliere informazioni che non sarebbero percepibili con i cinque sensi. Nei video di realtà aumentata sei in grado di vedere tutto l’ambiente circostante a 360 gradi, in pochissimi secondi ed in ogni direzione, cosa che naturalmente non sarebbe possibile con l’utilizzo dei cinque sensi. Altro esempio di realtà aumentata è la geolocalizzazione dello smartphone, che ti fornisce informazioni immediate sul luogo dove ti trovi, sovrapponendo i dati della tua ricerca (un locale, un ristorante, un albergo, una strada, ecc.). La realtà aumentata sta trovando una larga diffusione nella medicina, nel commercio e nelle pubblicità, grazie anche allo sviluppo dei visori VR.

Come funzionano i visori VR?

I principali visori VR attualmente disponibili sul mercato sono l’Oculus Rift, l’HTC Vive, il Playstation VR ed il Samsung Gear VR, ognuno dei quali con le proprie caratteristiche peculiari. Ogni visore VR è dotato di lenti, una strumentazione fondamentale per garantire immagini nitide, chiare, definite e soprattutto realistiche. Le lenti concentrano la luce facendo apparire gli schermi più lontani, aumentando il senso di spazio e di dimensione. Diversi headset utilizzano le lenti di Fresnei, che ingrandiscono il display del visore eliminando i bordi dello schermo, proiettando lo spettatore in un mondo realistico e veritiero senza distrazioni o elementi di disturbo alla sua vista. Anche lo schermo riveste una grande importanza, poiché tramite la densità dei pixel fornisce un’esperienza ultrasensoriale, garantendo movimenti molto fluidi e precisi in un campo visivo ben dettagliato.

visori VR geolocalizzati

 

Messa a fuoco, sensori di posizione e analisi a infrarossi

visori VR si basano su altri tre strumenti fondamentali: la messa a fuoco, i sensori di posizione e l’analisi a infrarossi. I sensori devono offrire una messa a fuoco diversa per ogni occhio, in modo da offrire una resa 3D corretta e adattabile a tutti gli utilizzatori. I sensori di posizione sono in grado di tracciare i movimenti della tua testa, adattandosi e fornendo immagini personalizzate. Il software verifica costantemente che il visore è puntato nella direzione corretta, quindi le informazioni rilasciate dal visore sono adeguate a fornire un’esperienza ultrasensoriale. Infine i visori VR utilizzano diverse tecnologie per l’analisi a infrarossi, finalizzata ad ottimizzare la resa finale della visione della realtà virtuale. I sensori a infrarossi inviano le informazioni al computer centrale, che adatta le immagini visibili al tuo occhio “riposizionandole” nella postazione corretta in base al tuo punto di vista. Questo processo avviene in un batter d’occhio, con una latenza praticamente pari a zero durante lo scambio di informazioni tra sensori a infrarossi e computer.

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