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Con Windows 10 Google potrebbe diventare inutile

Il nuovo Windows 10, uscito mercoledì, è effettivamente un attacco a sorpresa a Google, grazie ad una nuova barra di ricerca a cui si può chiedere praticamente ogni cosa. Ed è alimentata in parte dal motore di ricerca di Microsoft, Bing, il che significa la mossa potrebbe aiutare Microsoft a guadagnare ancora più quota di mercato di ricerca contro il suo rivale principale.

Le funzioni di ricerca di Windows 10 sono un cambiamento positivo per le opzioni di ricerca innumerevoli attualmente disponibili nelle nostre vite digitali. In questo momento, la ricerca sembra un po’come: Volete cercare sul web? Aprite Google. Quali sono gli appuntamenti del calendario? Aprite la app calendario. Dove sono i vostri file locali su telefono, tablet o PC? Cercate uno per uno. Microsoft mira a sostituire tutte quelle ricerche con un’unica, globale barra di ricerca che analizza tutto: dispositivo, app, cloud e web, in un colpo solo.

Il risultato è una ricerca più versatile, ma in cui gli utenti possono trovare momentaneamente disorientamento. Dopo tutto, siamo abituati a frugare tra compartimenti digitali brandendo la ricerca come un riflettore. A prima vista, la barra di ricerca di Windows 10 si presenta come un altro riflettore circoscritto. Cioè, fino a quando non si iniziano a digitare i comandi. L’ambito delle risposte si espande presto ben oltre le vostre aspettative.

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Le ricerche di file non funzionano solo per nome, ma per tipo. Digitate “.ppt”, per esempio, e comparirà un elenco di presentazioni PowerPoint in un menu pop-up, ordinabili dalle più recenti o più pertinenti e accessibili in un clic. Le ricerche delle applicazioni si estendono oltre il vostro dispositivo fino al Windows Store, per trovare non solo le applicazioni installate, ma anche quelle che potete voler scaricare.

Per quanto riguarda le ricerche sul Web, potete non essere abituati a Bing, anche se di recente ha raggiunto il 20% della quota di mercato di ricerca negli Stati Uniti. Windows 10 porta Bing in primo piano, recuperando risposte più velocemente di quanto potete scrivere la parola “Google”. Domande aperte, come “qual è il significato della vita?” aprono automaticamente i risultati rilevanti sulla pagina di destinazione di Bing. Durante la digitazione, Bing compila automaticamente frasi di ricerca frequenti (testi di canzoni? titoli di film?) prima di inviare la domanda sul web.

Domande con risposte definitive, come “quanto fa 2 + 2,” sono ancora più veloci con l’aiuto di Cortana, la nuova assistente digitale di Microsoft ad attivazione vocale. Cortana dà la risposta, (fa 4, nel caso ve lo stiate chiedendo), direttamente in un menu pop-up al di sopra della barra di ricerca, aggirando il browser web del tutto.

Ed è qui che le cose si fanno interessanti, perché Cortana può anche utilizzare l’apprendimento automatico per visualizzare tutto quello che volete sapere, ma che siete troppo occupati per chiedere. Il manager di Microsoft Marcus Ash ha mostrato i suoi suggerimenti personalizzati di Cortana durante la sua recente visita a Manhattan. Una pila di schede in un menu pop-up visualizzavano ristoranti vicini a Midtown.

“Cortana sa che sono a New York, e sa che è più o meno l’ora di pranzo”, disse Ash scorrendo un elenco di pub e ristoranti. “La lista cambierà per l’happy hour e per la cena più tardi”. L’idea stessa di ricerca come la maggior parte di noi conosce comincia a diventare obsoleta.

La funzionalità di ricerca personalizzata di Windows 10 non è esattamente una svolta. Gli utenti di Google Now hanno risultati simili dal 2012, e il prossimo grande aggiornamento Siri di Apple offrirà funzionalità simili. Ma è un campo aperto alla concorrenza, e il vincitore della guerre della ricerca nei prossimi anni è probabile che sia quello che offrirà i risultati migliori personalizzati proprio quando ne avete bisogno. Il fatto è che per la prima volta in assoluto molti utenti potranno usare Bing nonostante la loro preferenza per Google, semplicemente perché è incluso nel menu di ricerca di Windows 10. Se questo si rivelasse vero, il nuovo sistema operativo di Microsoft potrebbe rivelarsi un cavallo di troia inatteso per l’azienda. (Fonte)

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