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Xiaomi continua a dominare il mercato smartphone cinese

Il produttore di smartphone cinese Xiaomi ha continuato a dominare il mercato dei dispositivi mobili in Cina grazie a due dei modelli della società in vetta alle classifiche di vendita nel terzo trimestre. La società si è assicurata il 30,3% della quota di mercato in Cina, seguita da Samsung con una quota del 18,4% negli ultimi tre mesi conclusisi a settembre, come affermato dalla società di ricerche di mercato Kantar Worldpanel Comtech, con sede nel Regno Unito, lo scorso sabato.

Xiaomi ha venduto 18 milioni di unità di smartphone nel terzo trimestre, con un incremento del 18% rispetto al trimestre precedente, secondo quanto recentemente pubblicato sul suo microblog Sina Weibo dal fondatore e CEO dell’azienda Lei Jun, secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa statale Xinhua.

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Per i primi nove mesi del 2014 Xiaomi, il cui nome si traduce in italiano con “miglio”, ha distribuito un totale di 44 milioni di unità. I modelli Red Rice 1S e Rice Note della società sono in testa alle classifiche di vendita in Cina nel corso del terzo trimestre.

La società è relativamente nuova: fu fondata nel mese di aprile 2010 da Lei Jun e dai suoi collaboratori a Zhongguancun, presso il Polo Tecnologico di Pechino, definito come la Silicon Valley cinese. In precedenza un’altra ricerca di mercato globale condotta da International Data Corporation (IDC) ha sintetizzato in un rapporto che Xiaomi è saltata sulla lista dei migliori 5 produttori per la prima volta, grazie al suo focus sulla Cina e sui mercati contigui, il che ha portato ad una crescita a tre cifre rispetto all’anno precedente.

Nel terzo trimestre di quest’anno, la quota di mercato globale di Xiaomi era pari al 5,3%, dopo il 23,8% di Samsung e il 12% di Apple, secondo la ricerca di IDC. La chiave del successo di Xiaomi è stata il lancio del suo smartphone Mi4 nel mese di agosto, posizionato come una alternativa high-end ai dispositivi di fascia alta più costosi. “Quello che resta da vedere è quanto velocemente l’azienda può uscire dai territori di casa per realizzare maggiori volumi“, dice il rapporto.

Critiche e privacy in casa

In precedenza la società è balzata alle cronache per aver migrato i dati dei propri clienti non cinesi dai suoi server a Pechino ai data center di Amazon in California (Stati Uniti) e a Singapore.

La Indian Air Force (IAF), il suo personale e le loro famiglie erano state invitate a non utilizzare i telefoni Redmi 1S della società per motivi di rischio per la sicurezza. Xiaomi aveva detto che la migrazione dei dati dei clienti non cinesi lontano dai server di Pechino si è resa necessaria a causa di considerazioni di prestazioni e di privacy.

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