Mercati emergenti

Xiaomi, Huawei, Lenovo: la Cina alla conquista degli smartphone

La saggezza percepita è che il mercato degli smartphone è dominato da due società – Apple e Samsung – ma la verità è che un gruppo di aziende cinesi praticamente sconosciute attualmente detengono il vero potere all’interno del settore: nuovi dati mostrano che sette dei primi 10 produttori di smartphone provengono dalla Cina.

Huawei, Xiaomi, Lenovo, ZTE, Alcatel, Vivo e Oppo costituiscono un gruppo di aziende che minacciano di prendere la vetta mercato degli smartphone: queste aziende cinesi sfruttano l’enorme infrastruttura manifatturiera in città come Shenzhen per guidare la crescita in un mercato che è altrimenti visto come saturo.

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I dati, provenienti da Counterpoint Research, mostrano che nel secondo trimestre del 2015 solo Apple, Samsung e LG sono le uniche aziende non cinesi entrate nella top 10. Apple continua a crescere nonostante il rallentamento globale degli smartphone, mentre Samsung e LG stanno cominciando a sentire la crisi, e con aziende come Xiaomi e Oppo che offrono qualcosa di nuovo e diverso, le società più conosciute stanno lottando per restare a galla.

Neil Shah, analista di CounterPoint, ha detto che vendere direttamente ai consumatori online nei mercati emergenti, così come sviluppare una migliore rete di distribuzione nei mercati maturi ha aiutato le aziende cinesi. Un altro fattore a favore dei marchi cinesi è la loro capacità di offrire “phablet LTE più sottili e in metallo a meno di 150 dollari, cosa che permette a questi marchi di penetrare molto più velocemente rispetto agli altri”, ha detto Shah.

Gli ultimi dati arrivano poche settimane dopo che Gartner ha rivelato che il mercato degli smartphone cinese è sceso per la prima volta nel secondo trimestre. Ciò suggerisce che il rallentamento della crescita della domanda di smartphone in Cina ha colpito società solide come Sony, HTC e LG, così come Samsung, molto più delle aziende cinesi.

Nel complesso il mercato degli smartphone è cresciuto del 20% rispetto all’anno precedente secondo le cifre di Counterpoint raggiungendo un record storico di 370 milioni di unità vendute per i tre mesi finiti a giugno. Le vendite di telefoni cellulari sono cresciute, ma i giorni dei vecchi telefoni “non smart” sono contati: 8 su 10 telefoni venduti nel trimestre erano smartphone.

Huawei, che è il marchio cinese di smartphone più affermato, è diventato il terzo più grande produttore di smartphone al mondo saltando davanti a Microsoft (in precedenza Nokia) per la prima volta, indicando sia la propria crescita sia il continuo declino di quella che una volta era la forza dominante nella telefonia mobile.

Huawei ha visto vendite di smartphone crescere di quasi il 50% rispetto all’anno precedente e ora detiene l’8,2% del mercato degli smartphone. Il futuro della società è luminoso grazie al suo ultimo smartphone presentato a Berlino questa settimana, in vista del lancio previsto di un nuovo smartphone Nexus, in collaborazione con Google, una mossa che molti vedranno come un grande slancio alla sua potenziale crescita nei mercati al di fuori della Cina.

Xiaomi, la startup Internet cinese che aveva visto un paio di trimestri a rendimento relativamente scarso, è tornata a crescere nel secondo trimestre del 2015, con l’India che è diventato un mercato sempre più importante per l’azienda. Qui Xiaomi ha venduto più di un milione di smartphone.

Il futuro sembra luminoso anche per Xiaomi, che è entrata nel mercato brasiliano all’inizio del trimestre in corso e vorrebbe rendere il Brasile il suo terzo mercato nei prossimi trimestri. Tuttavia permangono ostacoli significativi affinchè Xiaomi lanci i suoi smartphone nei mercati occidentali, tra cui il dominio dei network e la relativa mancanza di brevetti di Xiaomi. (Fonte)

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